il DAS
domenica 29 marzo 2009Dopo aver ammirato ed amato Saviano sia in televisione che su iutiub sento ancora più forte l’esigenza di affossare i pensieri nei mie ricordi più reconditi e sicuri per dissociarmi dall’età  attuale.
È stata dura ma ho trovato l’immagine di una di quelle confezioni del mitico DAS complete di kit di modellaggio. Questa in particolare io l’ebbi:

Non è una delle confezioni più vintage, quelle non le ho trovate, ma assolverà  ugualmente alla funzione di apertura del cassettino della memori. Non ricordo chi me la regalò ma ho memoria che la versione con la sola damina fece parte del corredo in casa della nonna paterna.
Il DAS, ne rammento l’odore, un odore strano che solo lui aveva, indescrivibile ma rassicurante, c’era solo la versione grigio-cemento, ricordo la viscosità  sulle dita ma cominciava a seccarsi talmente in fretta che presto diventavano biancastre e ’sta cosa mi infastidiva abbastanza. Ricordo che il DAS veniva aperto solo nelle occasioni solenni, si sapeva che un panetto intero era difficile da consumare tutto nello stesso momento, invariabilmente l’avanzo ormai pieno di chiare crosticine asciutte veniva avvolto in un cellophane e poi messo nel frigo. L’illusione era quella di poterlo conservare fino al seguente utilizzo… solo leggende metropolitane.
Solitamente il kit comprendeva un inutile spatola per modellare, c’era sempre anche un pennellino… forse ancor più inutile, tre peli scuri che dopo poco erano già  rimasti in due, mal pareggiati e praticamente inutili al fine della decorazione. Il colpo di genio invece è costituito dalle confezioni di tempere SGUISH, veramente a prova di bimbo!! Poco colore dentro ma la confezione era usa e getta pensata in modo da offrire subito un incavo dove mescolare il colore con il pennellino inutile. Per utilizzarle era sufficiente fare un buchetto al centro della confezione e premere con il pollice il serbatoio sottostante: subito appariva un sottile e morbido vermicello del colore prescelto. Il momento di maggiore soddisfazione arrivava però quando, una volta asciugato e colorato il manufatto, veniva reso lucido come una porcellana con il VERNIDAS!! L’appiccicosissima vernice lucida trasparente e dall’odore un po’ tossico e molto penetrante, alla fine l’unico materiale che era possibile conservare più a lungo e dalla biodegradabilità  penso prossima allo zero.
Ne feci alcune di queste damine, una gialla la regalai alla bisnonna quella del formaggino mio :) Questo delle statuine era un kit di recente concezione. Prima esistevano dei kit con accessori da incorporare nella massa modellabile, ne ricordo uno per creare delle splendide automobiline con tanto di ruote (che giravano), fanali argentati e trasferelli con il numero da corsa! Ci divertimmo molto ed una di queste macchine dall’antica foggia anni 40 girovagò per almeno un paio di anni nel piano inferiore della mia personale “casa delle libertà “.
Un altro kit che scelsi personalmente era quello per creare i Puffi. Stesso concetto delle damine, nella pubblicità  si illudeva il pargolo che avrebbe potuto farsi beffa del mercato dei puffi creandoli da sè¨: venivano mostrate svariate immagini dei puffi più belli più variegati e più diversi inseriti in contesti di rara meravigliosa fungosità … ma questa dei puffi è un’altra storia.
Immagini: mannaggia a me non trovo più il sito da cui ho preso le immagini :(






