Archivio di giugno 2007

Il regalo del mare

mercoledì 13 giugno 2007

Ieri il mare m’ha fatto un regalo, sembrava una Dea che affiorava dalle alghe e dalle iridescenze della nafta, invece era una splendida e compiuta orchidea ancora struggentemente avvolta nei suoi veli e fiocchi rosa. Galleggiava moribonda e ogni tanto qualche fiore e qualche bocciolo affiorava dall’acqua scura. Un’immagine incredibilmente romantica, nel senso storico del termine.

L’ho recuperata, abbondantemente sciacquata con acqua fresca ripulendola da alghe e olii nocivi.
Per la prima volta mi sono ritrovata a parlare con affetto ad un vegetale, a rassicurarla che da me sarebbe stata bene, che avrebbe trovato altre 3 compagne in ottima salute. Adesso si sta riprendendo, se sopravvive la chiamerà Ophelia.
Non riesco a non considerarla un dono che mi ha fatto il mare.

ofelia

Grazie anche a Dani per avermi regalato dei sorrisi ed avermi allegerita da pensieri che altrimenti sarebbero stati più tristi :*

Modigliani pop-art

venerdì 8 giugno 2007

Ieri sera ho guardato il sempre bravissimo Minoli con il suo “La storia siamo noi”, puntata sulla beffa di Livorno. Lo ricordo, fu la prima volta che sentii nominare Modigliani. Al tg dettero la notizia del ritrovamento di alcune teste in un canale di Livorno. L’eccitazione era tanta, tutti ci si chiedeva se ne sarebbero “venute a galla” altre, le ricerche continuavano.
Dopo pochi giorni la verità: a scolpirle per beffa furono degli studenti. Ricordo che pensai che tutto sommato era ridicolo considerare dei capolavori pietre così sommariamente abbozzate, che chiunque avrebbe potuto fare (beata gioventù). Eppure fior di critici ed intellettuali si sbrodolarono in commenti entusiastici e plausi a quello che pareva un miracolo: dopo 70 anni finalmente delle nuove opere del Maestro sulle quali sciogliersi in critiche, libri, pubblicazioni, mostre & C.
Lo scherno fu enorme, noi in casa ci divertimmo molto e la frase che ricorreva spesso era “ne facciamo uno anche noi”, la beffa indubbiamente fu una delle più riuscite.

Che ci vuole a fare un Modigliani? Anche io me ne sono fatta uno da appendere al collo (no, non da 40 kili ;P). Fare un Modigliani non richiede tecnicamente grossi sforzi, quelle linee geometriche, quei volumi pieni e primitivi sono abbastanza semplici da riprodurre.

E’ quella sua ricerca dell’originario, quel suo rompere gli schemi con delle forme decisamente scandalose per l’epoca e che noi oggi diamo così per scontate, quel desiderio di risalire alle origini che spinse anche Gauguin ad abbandonare la via socialmente “obbligata” che così poco spazio lasciava all’interpretazione e al sentimento personale. Deriso dai più ilari, offeso dai più puritani, lui continuò ad elaborare e ripulire le sue forme africane fino a raggiungere essenze primitive che scrissero un indelebile capitolo nella storia dell’arte contemporanea.

Il problema non è fare un Modigiani.
Il problema è ESSERE Modigliani.

Se mi lasci ti “cancello”

giovedì 7 giugno 2007

Considerazioni sull’iniziativa divulgata da ge.
Son certa che tutti prima o poi l’hanno fatto, cancellare da ogni supporto digitaltecnologicoinformatico il nome, recapiti, mail, indirizzi, telefoni vari di colei/lui che ci hanno spezzato il cuore.
E’ il primo modo per “chiudere” dentro di noi il “cancello” a quella persona, ogni possibilità  di riavere un contatto, un po’ per non cedere alla tentazione un po’ per sentirsi forti e dire “con me hai chiuso”. Ma il cuore è là e batte, la testa anche è là e ci pensa. Sia numeri che indirizzi email del nostro amato/a siano stati impressi a fuoco nella nostra materia grigia.

Io ho la fortuna di avere un cervellino piccolo, di gomma ma soprattutto allergico ai numeri, quindi per me cancellare un numero significa realmente mettere una lapide su una persona.

Però voglio fare una distinzione. Ci son persone che indubbiamente meritano di essere cancellate, persone che ci hanno fatto solo del male e che ce ne farebbero ancora se solo ne avessero la possibilità . Altre persone invece… non mi va più di fare quel clik, troppo semplice, ci sono e basta, fanno parte di me, qualcosa di buono in fondo l’hanno lasciato, potrei al massimo nasconderle per un po’ perchè il ricordo ferisce, ma non voglio cancellare più.

Non servirebbe allo scopo.

cancello

e poi… la vita è piena di sorprese.
Foto rubacchiata da villalina.vps.it

Amigdala

martedì 5 giugno 2007

riguardo al post precedente.. ogni tanto vado a vedere quelle immagini e ne scaturiscono i pensieri più diversi. Di fronte ad un’immagine così:

creatura

io non posso non avere diversi pensieri da come la vita sia eccezionale, speciale, incredibilmente meravigliosa, solo per il fatto che questo frugoletto esista nella sua forma morbida e compiuta, perfetta nella sua tenera piccolezza. Ho diversi pensieri nel vedere questo germoglio di cane, tenero e inesperto di tutto, che a breve andrà  incontro alla vita scodinzolante e con un sorriso umido senza sapere cosa potrebbe succedere, ignorante delle brutture e delle cattiverie nella quali potrebbe cadere.
Piccola creatura vulnerabile, da accudire e proteggere avvolgendolo a sè in un tepore rassicurante per promettergli quanto di meglio possa offrire la vita anche ad un piccolo cane, per difenderlo da tutto ciò che potrebbe affondare in quel pancino rosa a meno che non siano un paio di labbra che lo baciano affettuosamente.

Ecco, questi sono i pensieri che vengono in mente a me.

Ed è tutto merito di questa piccola ghiandola che sta nascosta nel nostro cervello, antica più dell’uomo, è grazie ad essa se possiamo provare quel gran sentimento che è l’attaccamento affettivo. Grazie ad essa noi possiamo concepire (in tutti i sensi) l’amore, quello che non cessa dopo poco tempo, quello che sta oltre ogni impedimento, quello che ti fa desiderare uno sviluppo progressivo nel tempo, quello che sussiste invariabile alle circostanze perchè è “oltre”, quello che si sente quando qualcuno ormai è dentro il tuo perimetro affettivo indipendentemente da tutto.

Ecco, questo è il compito dell’amigdala, e senza di essa cosa ci resterebbe?

Sarebbe tutto incredibilmente fragile e friabile come gesso.

io ci ho provato prima a ridurre tutto ad un processo fisico-chimico…

Pixel colorati

lunedì 4 giugno 2007

Ecco, un po’ di pixel colorati che messi tutti assieme formano l’impressione di immagini che, registrate dall’occhio umano, vanno ad agire direttamente in alcune zone del cervello (l’amigdala, a qualcuno funziona di più ad alcuni di meno) adibite alla generazione ormoni che determinano sentimenti di tenerezza&c.
Vi segnalo il link: www.thecuteproject.com

micetti