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giovedì 28 settembre 20061975. Entrai nel bagnetto quello piccolo in fondo al corridoio, la finestra era chiusa da un cartoncino nero e scotch da pacchi, una luce rossa era accesa sopra a due bacinelle basse con del liquido dentro
-”guarda” disse mio padre
guardai il foglio bianco dentro una delle due bacinelle, veniva agitato da un paio di pinzette lunghe, lentamente qualcosa affiorava, sì mi pareva… mi pareva di vedere qualcosa. Come per magia affiorava, sempre più definita, sempre più nitida.. ora il volto sorridente di mia madre mi stava guardando da quella bacinella, pareva che fosse sempre stato là.
Quella reflex ce l’ho ancora, perfetta, pesante, solida, ha resistito nonostante me. Con lei ho imparato a guardare, mi mancheràma resteràsempre con me.
Son passati i tempi della fotografia analogica, passato il tempo della magia dell’impressione di un foglio di carta, passati i tempi da quando mio nonno studiava a lungo il soggetto, la luce, il tempo di esposizione per fare quell’unico scatto, quell’unico costoso e perfetto scatto che avrebbe disegnato un piccolo capolavoro sulla lastra di vetro.

adesso quella magia è decodificata da una serie di uni e zeri.
2006. sto aspettando che arrivi la mia prima reflex digitale:
una eos 350d. Per gli obiettivi c’è tempo…



